RIFLESSIONI GENNAIO

Incipit. Gennaio, l’incipit dell’anno, l’incipit dei nuovi propositi che si dissolvono, l’incipit dell’incipit.

È il mese della neve che, scesa dolcemente negli ultimi giorni di dicembre, resta immobile e gelata a ricoprire i campi e la vita.

Gennaio è il mese che ha tra i suoi simboli il bucaneve, una pianta erbacea perenne, così come perenni sono le nevi dei ghiacciai e il pensare dell’uomo. Perenni i pensieri, perenni i sentimenti sebbene mutevoli, perenne la vita che si rinnova giorno dopo giorno.

Il bucaneve cresce spontaneo, a ricordarci che non è mai troppo presto per guardare il sole e farsi scaldare dai suoi raggi. È il momento in cui, quasi impercettibilmente, i giorni si allungano e la luce torna a prendere il sopravvento. È il mese in cui, con delicatezza estrema, la vita ci riporta alla primavera, all’amore, al desiderio dei baci e del tepore.

Dovremmo tutti essere come bucaneve: delicati ma forti, minuscoli ma coraggiosi. Gennaio è il mese in cui avere coraggio, è il mese in cui credere in noi stessi e nei nostri sogni.
È il mese in cui i sogni possono trasformarsi in progetti e prendere vita.
C’è una leggenda della religione cristiana che ha un valore simbolico eccezionale: quando Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso terrestre, si trovarono a camminare in terre aride, nude, difficili. Fu allora che un Angelo, impietosito dal dolore dei due, ma soprattutto da quello di Eva, soffiò su di loro dei fiocchi di neve che si trasformarono in fiori appena toccato il suolo.

Quei fiori diedero speranza a Eva e ad Adamo. Erano Bucaneve, simboli di vita e di speranza.
Nel linguaggio dei fiori, i bucaneve assumono anche il significato di virtù e di ottimismo. Legati a gennaio, che è il mese in cui tutto ha inizio ed è il mese in cui il fiore nasce, divengono simboli di un futuro possibile, di un sogno che si può inseguire, di una speranza che si può realizzare.
Ecco perché per Gennaio ho scelto le parole del politico statunitense Henry Ward Beecher, sostenitore del suffragio universale e dell’evoluzionismo di Darwin, un uomo capace di leggere la società e di guardare al futuro. E fu lui a scrivere che:

“Ogni uomo dovrebbe di nuovo nascere il primo giorno del mese di gennaio e cominciare con una pagina nuova. Mettere un foro in più nella cintura, se necessario, o toglierne uno, a seconda delle circostanze. Ma il primo giorno del mese di gennaio ogni uomo indossi le sue vesti ancora una volta, con la faccia protesa in avanti, e si dimentichi il passato e le cose che erano.”

Henry Ward Beecher

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