Intervista a Ginevra Roberta Cardinaletti di Laura Gorini

Ha scritto e pubblicato tre libri nei quali troviamo “tante parti” di lei, la scrittrice romana Ginevra Roberta Cardinaletti.

Ed è proprio incentrata su tutta la sua produzione letteraria l’intervista a cuore aperto che ci ha gentilmente concesso.

Ginevra, tre libri pubblicati: con quali parole descriveresti ciascuno di essi?
“Il peggio è passato e gli ho sorriso” è stato il grande salto: oltre ad essere il mio primo libro, è anche autobiografico, quindi mi sono messa totalmente in gioco. Ci è voluto molto coraggio, ma sono stata ripagata dal consenso e dagli apprezzamenti che continua a ricevere.

“Undici donne nelle pagine di un diario” è stato un passo in più, oltre me ho voluto parlare di altre donne, soffermandomi sempre sugli stati d’animo. “Ci vediamo fuori luogo” è un ulteriore passo, racconto una storia e quindi una visione del mondo attraverso gli occhi della protagonista, che è un inno alla vita.

A livello grafico si nota che la copertina del primo e quella del terzo siano molto simili. È stata – forse – una scelta fortemente voluta per far intendere che vi è un filo rosso che lega queste due opere?
In tutte e tre le copertine ci sono io in foto un po’ bizzarre fatte per gioco.
Come dici tu, la terza richiama molto la prima, forse nello stile giocoso, che è un po’ la filosofia di entrambi i libri: mettersi in gioco e soprattutto cogliere il lato giocoso di ogni cosa.

Invece, nel primo e nel secondo si vede chiaramente in copertina la tua figura. Ma nel terzo no. È stata anche questa una scelta studiata?
Diciamo che ci avevo già messo la faccia, quindi ho scelto di giocare con l’immagine in un altro modo. Anche i piedi e le mani dicono molto, mi piaceva il contrasto tra le mani da adulta e le calze da “bambina”.

Con quale criterio – se esiste – inizi a lavorare alla stesura di un nuovo libro?
Inizio sempre di getto, da un’idea improvvisa, un’ispirazione, qualcosa che mi colpisce e mi fa riflettere. Da lì inizio a pensare a come potrebbe prendere forma il libro e nel frattempo annoto tutto ciò che mi viene in mente in qualsiasi momento della giornata, scrivo ovunque capiti.

Poi, man mano che raccolgo appunti ed elaboro l’idea d’insieme, inizio a scrivere in modo più ordinato e metodico.

Essendo così prolifica, stai già scrivendone un altro? Puoi darci qualche piccola anticipazione in merito?
Sì, sto già scrivendo un altro libro.

Affronterò ancora i temi che mi stanno a cuore come le insicurezze, gli stati d’animo, la paura e il coraggio, ma lo farò in modo più diretto.
Il resto lo svelerò più in là.

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